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  SIR PAPPANO: I CONCERTI AL "KULTURPALAST" E NELLA "FRAUENKIRCHE"  
Quale migliore accostamento ci si può figurare, se al nome del celebre direttore d’orchestra Daniel Barenboim affianchiamo quello della Staatskapelle di Berlino, e, se tanto non bastasse, quello di Brahms? Un evento di questa portata è quello che ha avuto luogo nelle scorse settimane, precisamente il 19 maggio, a Dresda, nell’ambito del 42° Festival musicale, il “Dresdner Musikfestspiele”. Ad ospitare la fantastica coincidenza di prestigiose presenze il “Semperoper” ovvero lo storico ed antico Teatro dell’Opera di Stato, eretto nel 1838 e caratterizzato da un’inconsueta architettura semicircolare (e sottoposto in seguito a ben due ricostruzioni, dapprima nell’Ottocento e quindi, dopo essere stato raso al suolo dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, come gran parte della città, con una minuziosa ricostruzione basata sugli studi originari, tenendo conto delle più avanzate esigenze di acustica). Il 76enne Maestro argentino-israeliano Barenboim, da pochi giorni nominato Direttore onorario dei Berliner, ha impresso decisamente un’impronta notevole nel condurre le due performance della Staatskapelle. Prima di entrare nel merito, una curiosità riguardo il rapporto fra Trieste e la celebre “bacchetta”: le sue radici argentine, infatti, lo indussero nel 2010 a patrocinare lo spettacolo di danza “Tanguera” al Politeama Rossetti”. Tornando al programma, il Maestro ha voluto cimentarsi nella Terza e nella Quarta Sinfonia di Johannes Brahms, due lavori poderosi, che ben illustrano lo stile del compositore nato ad Amburgo ma vissuto di fatto a Vienna da quando era trentenne. Prima di entrare nello specifico, da sottolineare la disposizione non “canonica” degli archi adottata dal Direttore: solitamente, partendo da sinistra (immaginandoci quali spettatori), ci sono i violini (primi e secondi), poi le viole e, a destra violoncelli e contrabbassi. Nel sui caso, invece, i contrabbassi vanno a posizionarsi quasi a sinistra dietro ai secondi violini, mentre i contrabbassi si situano quasi centralmente. Con il risultato che i fiati, solitamente sistemati principalmente dietro agli archi, trovano letteralmente più “respiro” a destra e un po’ più in avanti rispetto al pubblico. E’ questa, una scelta dettata al Maestro dalla volontà di valorizzare maggiormente alcune sonorità rispetto ad altre, a seconda dei brani e degli autori da eseguire. Con tali disposizioni strumentistiche si creano infatti dei veri e propri “muri sonori” che vengono scagliati verso il pubblico allorchè prevalga una o l’altra timbrica, senza che, ad esempio il timbro degli archi si “impasti” negativamente con i fiati (o viceversa a seconda della partitura) e tutto possa emergere con pari dignità sonora, evitando una babele di suoni. Scopo in effetti raggiunto in questo caso. Questa sua scelta è apparsa alla fine vincente, a partire dallo struggente ed allo stesso tempo epico tema di apertura della Terza nell’Allegro con brio che trasporta lo spettatore verso i successivi movimenti (Andante, Poco allegretto, Allegro) con una maestosità crescente, alternata, nell’Andante, a una serenità ariosa sostenuta da una melodia semplice. Un movimento cupo nell’ultimo movimento, che però alla fine annuncia la vittoria della pace sull’oscurità.
 
 
offre come formazione Corsi Accademici suddivisi in triennio (Bachelor Level) e biennio (Master Level) ed ha attivato da quest’anno accademico il CORSO DI MASTER DI II LIV. IN PIANOFORTE (EQF8) per la prima volta al Tartini e nel sistema regionale Afam. Membro dell’Associazione Europea dei Conservatori, il Tartini coopera a livello internazionale con circa cento istituzioni universitarie e accademiche europee, promuovendo ogni anno un vasto piano di mobilità internazionale dei propri studenti e docenti che lo colloca ai primi posti in Italia per numero di scambi.
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  SIR PAPPANO: I CONCERTI AL "KULTURPALAST" E NELLA "FRAUENKIRCHE"  
         IL M° BARENBOIM INCANTA IL "SEMPEROPER" DI DRESDA
«I sei musicisti ucraini – ha sottolineato il Direttore Torlontano - hanno potuto continuare a coltivare a Trieste la grande passione per la Musica, nel nostro Conservatorio: e alla scadenza del progetto Erasmus attivato per consentirne l’espatrio nel 2022 abbiamo potuto perfezionare la loro iscrizione formale ai nostri corsi, così tutti risultano adesso formalmente iscritti, e domiciliati a Trieste. La musica ha dimostrato di poter unire e diventare strumento di concreta solidarietà, anche in tempo di guerra». «Sono profondamente grato al Conservatorio Tartini per questa attestazione concreta di solidarietà alla nostra Accademia, al nostro Paese duramente provato e ai nostri giovani artisti – ha dichiarato nel corso dell’incontro il Rettore Maksym Tymošenko – Cerchiamo di guardare al futuro con la speranza di un orizzonte di pace, e in questa prospettiva sin d’ora invito a Kiev il Direttore del Conservatorio Tartini, Sandro Torlontano: sarà un piacere ricevere lui e la delegazione triestina in Ucraina, appena possibile, e contraccambiare l’accoglienza ricevuta in Italia».
                      CONCERTO DELL'0RCHESTRA D'ARCHI DI S.CECILIA
                                               DIRETTA DAL M° PIOVANO

Con Ricordando Benjamin Britten, uno spettacolare concerto progettato per celebrare un nome entrato nella storia della musica – proprio nel 2026 che segna i 50 anni dalla sua scomparsa – si inaugura il cartellone Cromatismi 5.0, la Stagione Cameristica di Trieste, promossa da Chamber Music per la direzione artistica di Fedra Florit. Visionario, inquieto, profondo, Britten ci parla con forza sorprendente e attualità immutata e le sue opere, che “sfiorano” con la musica le ferite della guerra e il mistero del male, sembrano risuonare perfettamente contemporanee, in quest’alba del terzo millennio. Domenica 25 gennaio, alle 20.30 al Teatro Miela di Trieste, Cromatismi 5.0 renderà omaggio al grande compositore, pianista e direttore d’orchestra britannico con la produzione che vede protagonista l’Orchestra d’Archi di Santa Cecilia: sul podio, a dirigerla, ci sarà il grande violoncellista Luigi Piovano, e valore aggiunto in scena sarà il pianoforte solista di Gile Bae, l’artista olandese che ha debuttato a soli cinque anni e si è esibita in tutto il mondo, diventando rapidamente una star acclamata. Il filo della memoria attraversa il programma del concerto, che intreccia saldi legami con Benjamin Britten: in apertura, infatti, ascolteremo il Cantus in Memoriam Benjamin Britten di Arvo Pärt, un’elegia scandita da un’affascinante semplicità di scrittura e puntellata da silenzi. Il legame con Britten ritorna anche a fine serata, con la giovanile Simple Symphony dello stesso compositore: composta nel 1934 a soli 20 anni, è uno dei suoi brani più noti e raccoglie otto temi tratti da alcune opere precedenti, assemblandoli in modo organico all’interno di una composizione di più ampio respiro. Il risultato è una pagina fresca e piacevole, nella quale trovano posto in sapiente equilibrio la vivacità e l’irruenza tipica degli anni giovanili di Britten e il suo gusto per gli impasti timbrici. Nel mezzo del concerto, il lirismo intimo del Concerto per pianoforte K414 di Mozart e la Serenata per archi di Elgar 
                 FLIGHT-OLTREPASSARE: IL NUOVO CD DEL FISARMONICISTA ROFFI

Dal 9 gennaio è disponibile in digitale “FLIGHT – OLTREPASSARE III” il nuovo singolo del fisarmonicista e compositore PIETRO ROFFI che anticipa l’album “OLTREPASSARE” (prodotto da Blue Mirror, pubblicato da Extended Place e Distribuito da Believe Digital), in uscita il 30 gennaio 2026.
“Flight – Oltrepassare III”, terzo movimento della suite Oltrepassare, è un brano che evoca l’idea del volo. Un’ascesa poetica che trova compimento nei respiri sospesi della fisarmonica, nell’abbraccio degli archi e nelle atmosfere sognanti disegnate dal pianoforte e dall’elettronica a cura di Carmelo Patti. Fin dall’inizio, il brano suggerisce la sensazione di avvicinarsi a una soglia, come se davanti a noi si aprisse lentamente una porta capace di condurre altrove. Questa porta, nel cuore del brano, si spalanca davvero e rivela un varco verso il cielo, non una fuga ma un attraversamento. La fisarmonica non è un ricordo del passato, ma una voce che sa fermare il tempo, trasformarsi in aria, in luce, in movimento. “Flight – Oltrepassare III” è la dolce vertigine che nasce quando trovi il coraggio di staccarti da terra, sapendo che le tue radici continueranno a sostenerti.
“Oltrepassare”, il nuovo album del fisarmonicista Pietro Roffi, è un progetto di musiche originali per fisarmonica, quintetto d’archi, pianoforte ed elettronica. Interamente composto da brani inediti, sarà disponibile a partire dal 30 gennaio 2026 in formato CD-
Questa produzione nasce con il sostegno del Ministero della Cultura e della SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.
Il disco si sviluppa attorno al dialogo tra fisarmonica, pianoforte, elettronica e un ensemble d’archi. La produzione musicale è curata da Alessandro Stella, che contribuisce anche al pianoforte, mentre l’elettronica è affidata a Carmelo Patti. Le composizioni si adattano perfettamente alle personalità dei musicisti coinvolti, creando un dialogo musicale ricco e armonioso che valorizza ogni singolo contributo.
Pietro Roffi, riconosciuto come una delle voci più originali della fisarmonica contemporanea, svolge un’intensa attività concertistica che lo ha portato a esibirsi, come solista, in ensemble da camera e con orchestre sinfoniche, in centinaia di concerti nei cinque continenti: dal Brasile alla Cina, dall’Australia al Sudafrica. Il suo repertorio spazia dalla musica classica al tango, dalle sue composizioni originali alla musica per film. Nel 2018 ha debuttato con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica di Roma per i 90 anni di Ennio Morricone, interpretando una nuova composizione scritta per lui da Dario Marianelli. Con il compositore Premio Oscar ha poi inciso colonne sonore per il cinema, tra cui Pinocchio di Matteo Garrone, candidata ai David di Donatello. Il suo primo album di composizioni originali, 1999, ha vinto l’Orpheus Award come “Miglior Disco” italiano di fisarmonica.