ADA GENTILE
GIORGIO BLASCO
Giorgio Blasco, noto flautista e musicista nato a Trieste, ha studiato pure Composizione e Lettere e Filosofia. Erede di una grande tradizione e civiltà musicale, tra i suoi Maestri al Conservatorio di Trieste ricordiamo innanzitutto Guido Novello (I° Flauto solista dell’Orchestra del Teatro “la Fenice” di Venezia), quindi il violoncellista Libero Lana del “Trio di Trieste” (Musica da Camera), il clarinettista Giorgio Brezigar (Musica d’insieme per fiati), Giulio Viozzi (Composizione), Vito Levi (Storia della Musica), Mario Bugamelli (Lettura della partitura) e Giuseppe Radole (Armonia e Cultura Musicale generale). Dopo un inizio orchestrale, Giorgio Blasco ha suonato e continua a suonare con grande successo come solista, con orchestra ed in varie formazioni cameristiche nelle maggiori città italiane, in Europa, Asia (Giappone, Mongolia, Cina, Corea) ed America (U.S.A. e Canada), spesso eseguendo musiche a lui dedicate da vari compositori.
GIORGIO BLASCO
Giorgio Blasco, noto flautista e musicista nato a Trieste, ha studiato anche Composizione e Lettere e Filosofia. Erede di una grande tradizione e civiltà musicale, tra i suoi Maestri al Conservatorio di Trieste ricordiamo innanzitutto Guido Novello (I° Flauto solista dell’Orchestra del Teatro “la Fenice” di Venezia), quindi il violoncellista Libero Lana del “Trio di Trieste” (Musica da Camera), il clarinettista Giorgio Brezigar (Musica d’insieme per fiati), Giulio Viozzi (Composizione), Vito Levi (Storia della Musica), Bruno Bugamelli (Lettura della partitura) e Giuseppe Radole (Armonia e Cultura Musicale generale). Dopo un inizio orchestrale, Giorgio Blasco ha suonato e continua a suonare con grande successo come solista, con orchestra ed in varie formazioni cameristiche nelle maggiori città italiane, in Europa, Asia (Giappone, Mongolia, Cina, Corea) ed America (U.S.A. e Canada), spesso eseguendo musiche a lui dedicate da vari compositori.

Per molti anni (1985-97) Direttore del Conservatorio Statale di Musica "G. Tartini" di Trieste, dal 1973 al 2012 è stato titolare della cattedra di Flauto presso lo stesso Istituto, dove dal 2000 ha tenuto pure il corso di Storia, organologia e letteratura degli Strumenti a fiato e quello di Orchestra di flauti (“Tartini Flute Choir”). Durante la sua lunga carriera didattica ha diplomato brillantemente varie decine di ottimi flautisti. Negli anni ’70 ha insegnato flauto pure all’Istituto di Musica di Gorizia ed al “Vivaldi” di Monfalcone. Ha suonato in Duo con vari pianisti - tra cui Ennio Silvestri, Fabrizio Del Bianco, Flavia Brunetto, Alessandro Bevilacqua - e con il chitarrista Ennio Guerrato (Duo Blasco - Guerrato).
“TRIESTE FLUTE”ENSEMBLE”
Direttore: Giorgio Blasco
Fondato nel 2005 dal flautista Giorgio Blasco, il “Trieste Flute”Ensemble costituisce il biglietto da visita della “Trieste Flute” Association. La tradizione delle orchestre di flauti è nata negli Stati Uniti già negli anni ‘trenta, su idea del flautista italiano Leonardo de Lorenzo, considerato universalmente come il fondatore della scuola flautistica americana. Se oggi negli U.S.A. operano “oltre mille” formazioni di questo tipo, in Italia il fenomeno, alquanto recente, è limitato soltanto ad un paio di formazioni analoghe a livello professionale, tra le quali una delle prime è stata appunto il “Trieste Flute” Ensemble.
Per la sua importante attività artistica svolta nel nome di Trieste (tanti concerti, partecipazione a Festival e rassegne musicali, registrazione di CD, manifestazioni benefiche, organizzazione di eventi musicali, conferenze, nonché l’ideazione del “Trieste Flute Day”, etc.), l’Ensemble vanta ormai importanti riconoscimenti da parte di vari enti (tra cui la targa del Presidente del Consiglio Comunale di Trieste), del Conservatorio “Tartini” di Trieste, di importanti riviste specializzate e compositori che hanno voluto dedicare dei loro brani al “Trieste Flute”, il quale li ha quindi proposti in prima esecuzione assoluta.
Articolato in formazioni variabili, a seconda del repertorio e delle circostanze, in occasione del I° “Trieste Flute Day” l’Ensemble” si è presentato al pubblico con un organico composto da ben quaranta flautisti, che, oltre al flauto, suonano pure l’ottavino, il flauto contralto ed il flauto basso.
I componenti l’Ensemble - molti dei quali hanno studiato e si sono diplomati con Giorgio Blasco - sono tutti ottimi flautisti diplomati, professionisti, residenti a Trieste, nel Friuli Venezia Giulia e, in alcuni casi, provenienti anche da altri Paesi (Slovenia, Croazia, Austria, Russia, Messico, Estonia, Slovacchia, …).
Ricordando soltanto l’attività recente, nel 2014 il Vescovo di Trieste, S. E. Mons. Crepaldi, ha invitato l’Ensemble a tenere un concerto celebrativo nella Cattedrale di S. Giusto in occasione della Beatificazione di Papa Paolo VI°. Nel 2015 l’Ensemble è stato invitato dal Centro Buddhista Tibetano Sakya suonare nella ricorrenza dell’80° compleanno del Dalai Lama. Sempre nello stesso anno, nell’ambito della rassegna “Trieste Estate” organizzata dal Comune di Trieste, l’Ensemble, alla presenza di un numerosissimo pubblico che ha registrato il tutto esaurito, è stato l’applaudito protagonista di un concerto tenutosi nel Parco del Museo “Sartorio.
Alla fine del 2015, il “Trieste Flute” Ensemble ha celebrato il X° Anniversario della propria fondazione e della propria prestigiosa attività nell’ambito dell’importante manifestazione intitolata “TRIESTE FLUTE DAY”, giunta ormai alla sua quinta edizione, dove l’Ensemble diretto dal M° Giorgio Blasco ha suonato attorniato da un’orchestra di oltre centocinquanta flautisti provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto, da Slovenia e Croazia. L’ultimo concerto dell’anno è stato sostenuto, su invito del Polo Museale della Regione, nella prestigiosa sala del Castello di Miramare.
“TRIESTE FLUTE” on line: www.triesteflute.it
“TRIESTE FLUTE” ASSOCIATION
LUCA BIANCHEDI
Ha vinto tra gli altri il primo premio "Filippo Ivaldi" 2002, il primo premio "Cosseria Mysteriosa" 2002, il primo premio ”Antonianum” 2003, il primo premio ”Cimitile” 2004, il primo premio “Ignazio Silone” 2005, il primo premio ex-equo Poesia in Notes 2006, il primo premio “San Domenichino” 2008 (poeti della comunità europea), e arrivando secondo al premio "Yorick-Howard" 2002, al premio internazionale "Cuore di Tenebra" 2002, al “Cosseria Mysteriosa” edizioni 2003 e 2004, al premio “La Terra dei racconti” 2005, al premio “Città di Arona” 2007 per la sezione “Medici nel mondo”, e al premio Italia Mia 2009.

Questo CD vuol essere un piccolo omaggio a chi, nonostante le distanze di spazio non meno che di tempo, ha continuato a condividere con me i suoi sogni, ispirandomi con la sua calda e leale amicizia: da essa scaturisce il mio canto, e in essa rifluisce ”. Fin da giovanissimo si é dedicato alla composizione di canzoni, la piú recente, Kabuki run amok, si puó sentire qua. Oppure in questo video
percorso espositivo permanente dedicato dalla Biblioteca Statale Stelio Crise al Maestro Lelio Luttazzi,
Per la critica di allora Luttazzi però non era un jazzista puro. Egli trascurava la versione moderna di quel linguaggio: il suo jazz era il ragtime, era il dixieland, era lo swing. La sua esperienza si legò, nei primi anni ’50, al maestro e amico Gorni Kramer, virtuoso della fisarmonica, che già nel 1933, ventenne, aveva iniziato a suonare il jazz americano, allora proibito dal regime fascista. Da Kramer apprese molto sulla scrittura jazzistica della canzone ma poi tanti altri furono i suoi compagni di strada, come Franco Cerri, Armando Trovajoli, Gianni Ferrio, tutti in un qualche modo debitori nei confronti della lezione che veniva dalle canzoni dal sapore americano di un altro importante personaggio, quel Pippo Barzizza che, tra gli anni ’30 e ’40, lanciò in Italia lo swing ballabile. Lelio Luttazzi amava quel jazz ma non solo. Quando doveva lanciare un prodotto che fosse anche commerciale, la sua fonte di ispirazione era comunque la musica leggera dalla quale sapeva trarre una via più profonda, mai banale, che generava piccoli capolavori purtroppo o mai incisi o poco o per nulla conosciuti. In ogni caso era un compositore in grado di eccellere nei grandi respiri delle partiture orchestrali (fu il primo direttore dell’orchestra ritmo sinfonica della Rai di Torino) e in quelli più brevi del mondo delle canzoni. Luttazzi non promuoveva il proprio lavoro: modesto di indole non aveva una gran fiducia in ciò che scriveva, viveva con distacco il mondo dello star business, pur essendo certamente una star. Il suo carattere remissivo, poco incline a spintonare per farsi largo, fa sì che scrivesse bellissime canzoni (ad esempio quelle per Mina in Studio Uno) senza che esse trovassero mai spazio su disco. Quando, lasciata la CGD di Teddy Reno, approdò a Roma, oltre a dirigere le orchestre della Rai e a comporre musiche di commento per i film, trovò il modo di frequentare il Jazz Club e, con un gruppo di quei eccellenti professionisti, nel 1961 incise un long-playing dal significativo titolo “Trent’anni di Swing”.


CATHERINE PLUYGERS
Studia oboe al Royal College of Music e presso il Banff Centre di Belle Arti, Canada. Ha un Bachelor of Music (Honours) e un master presso l'Università di Londra ed altri riconoscimenti ancora.
Ha iniziato come insegnante e orchestrale per la BBC, per il Sadler Wells Royal Ballet. E poi ha proseguito la carriera come solista, insegnante e promoter di concerti e compositrice. Come solista ha girato ampiamente in Gran Bretagna, con un interesse particolare per la musica per oboe e organo, musica contemporanea e musica improvvisata: la Sonata No. 2 per oboe e pianoforte di Ruth Gipps è stata scritta per lei.
Nel 1985 ha formato la New Wind Symphony Orchestra e New Wind Summer School. Si è esibita, oltrre che in Uk, anche in Danimarca, Stati Uniti, Hong Kong, Spagna e Siria. Lei sta attualmente promuovendo “Music for Oboe Solo del “Women Composers”, ed è spesso in tour all'estero (Stati Uniti, Hong Kong e India).
Nel 1998 ha dato il via a Londra al “London New Wind Festival”, giunto nel 2015 alla sua 18ma edizione. Una rassegna ideata per promuovere la musica contemporanea scritta appositamente da compositori di tutto il mondo per ensemble di strumenti a fiato.


Axel BOCH
di Venezia, sotto la guida di Angelo Amato, perfezionandosi poi con Alirio Diaz. Si è esibito sia come interprete che come autore in moltissimi Paesi per importanti società concertistiche, sia come solista, sia in diverse combinazioni concertistico-orchestrali. Ha pubblicato diversi lavori con la casa editrice "Pizzicato".Il suo curriculum e il repertorio spaziano dalla musica antica per vihuela e liuto, al jazz ed alla musica contemporanea. Dal 1996 insegna chitarra al Collegio del Mondo Unito di Duino (Ts) e è professore di Educazione musicale in ambito scolastico. Il Maestro Boch ha una propria orchestra con la quale propone concerti sia di musica classica che di altri stili e generi: nella sua ecletticità può essere definito un musicista completo.



soprano Ha collaborato con numerose formazioni tra cui il Coro Giovanile Città di Trieste, l’Opera Giocosa del FVG e la Corale Nuovo Accordo di Trieste. Dal 2008 è corista della Cappella Civica del Comune di Trieste, già diretta da M. Sofianopulo. Si dedica al repertorio a voce sola sacro e cameristico, dal barocco al contemporaneo, proponendo programmi diversificati per tema e periodo storico, promuovendone anche la divulgazione tramite iniziative didattiche rivolte alla scuola superiore.
BORA FLUTE QUARTET
Costituitosi nel 2011, il quartetto di flauti BORA è un ensemble formato da quattro flautisti (Petra Marega, Claudia Martorel, Edoardo Milani, Carlo Venier) di diversa estrazione musicale. Tale assortimento influisce sul repertorio scelto che non si pone limiti se non quello della coerenza e della qualità nei programmi proposti. In questi primi quattro anni di attività il quartetto si è esibito in prestigiosi contesti locali ottenendo ottimi apprezzamenti da pubblico e critica. In progetto a breve la registrazione di un cd. Il nome “Bora” ha vari riferimenti: le quattro lettere, come i quattro componenti, il vento di bora che è caratteristico della città di provenienza dei musicisti e che si ricollega alla colonna d’aria dalla quale si genera il suono del flauto.
RICCARDO GAMBIGLIANI ZOCCOLI
sotto la guida del Maestro A. Mueller, con l' "Orchestra da Camera di Genova" e l' orchestra "Giovani Strumentisti del Monferrato", nonché con la compagnia di operette "Carignano" di Genova e l'orchestra "I Cameristi. Nel 1987 si specializza alla "Scuola di Alto Perfezionamento" di Saluzzo (To) in contrabbasso, sia come solista che in orchestra, docenti Franco Petracchi, Raimondo Matacena, Enzo Ferraris, e segue i corsi di "Fenomenologia della Musica" e Direzione d' Orchestra tenuti da Celibidache, che gli consigliera' di seguirlo a Monaco, a Mainz ed in Austria per apprendere l' arte della bacchetta. Riccardo Gambigliani Zoccoli seguira' in effetti Celibidache negli anni successivi divenendo cosi' direttore d'orchestra. Dirigera' in seguito a Genova l' orchestra da camera "Il Tempietto" da lui fondata, l' orchestra della Scuola di Musica "Risveglio", ed il locale Coro della "Chiesa Evangelica Battista", mentre a Trieste collaborera' come direttore all'associazione "Serenade Ensemble", dirigendo tra l' altro in prima assoluta per la citta' la rielaborazione del "Konzertstueck op. 86" per quattro corni solisti e orchestra durante un concerto nel dicembre 2006, reperibile in DVD. A Trieste ed in regione Gambigliani Zoccoli ha collaborato come solista, come orchestrale, e come direttore: l' "Opera Giocosa", "Aurora Ensemble", "Progetto Musica", "Agimus", "Scuola di Musica di Gorizia", "Nuova Orchestra Busoni", "Associazione R. Lipizer", "Filarmonica di Monfalcone", "Civica Orchestra G. Verdi Citta' di Trieste","Cappella Tergestina", "Serenade Ensemble", "Camelos", nonché ' con il Teatro “Verdi". Dal 2001 suona in duo con la pianista Maura Soro con un repertorio da Mozart a Piazzolla. E' altresi' direttore dell' orchestra "Sicut in Caelo", da lui fondata nel 2008, con attivita' presso diversi luoghi di culto. Dal 2014 e' docente all' Universita' della Terza.


...AND THEN THEY WERE THREE: GIAMMETTI, GENESIS & DUSK
vedi bibliografia). Il piano dell’opera, denominata “Genesis Files”, prevede un totale di sette volumi, quante sono le lettere che formano la parola “Genesis”. Ogni volume porta sul frontalino una lettera presa dal logo utilizzato nell’album “Duke”, con l’intenzione di comporre l’intero nome Genesis una volta riposti tutti i volumi in libreria (l’ultimo volume, dedicato a Peter Gabriel, è atteso a marzo).
www.dusk.it Bibliografia Mario Giammetti Milano, 1994 - Peter Gabriel – (ristampato nel 2005) - Phil Collins – – – – – – (seconda edizione del 2015) Ray Wilson – Nel 2015, grazie alle testimonianze raccolte da Giammetti riguardo a un leggendario concerto dei Genesis a Feltre, è stato raggiunto un molteplice risultato: da un lato sono iniziate ad affluire a Giammetti ulteriori testimonianze riguardo a quella performance, seguita da appena un centinaio di fan. Dall'altro, è spuntata una registrazione molto grezza, ma storicamente importante, di quel concerto, concretizzata in un cd, "Fall back on Feltre". E inoltre le testimonianze sono servite anche a scrivere un capitolo importante del libro "Genesis –
CARLO GRANDI
Cresciuto in una famiglia triestina di musicisti, ha iniziato lo studio del violino con il padre Rodolfo, già allievo di Georg Kulenkampff. Si è diplomato al Conservatorio B. Marcello di Venezia sotto la guida di Giuliano Carmignola. Premiato fin da giovanissimo in numerose rassegne e concorsi violinistici come la “Rassegna Nazionale di Vittorio Veneto" e il Concorso Internazionale per giovani violinisti di Gorizia, ha inoltre conseguito il Primo Premio Assoluto al Concorso Nazionale “Città di Genova” per la musica da camera. Dopo aver seguito i corsi di Franco Gulli , e di Michael Frischenschlager presso la Musilhochschule di Vienna, ha frequentato il Corso Superiore di Direzione d’Orchestra tenuto da Francesco Mander. Da alcuni anni alterna quindi l’attività violinistica a quella di direttore d’orchestra. In qualità di direttore Carlo Grandi si è esibito in Italia, Austria, Ungheria e Russia dove il critico musicale di un importante quotidiano di S.Pietroburgo si è così' espresso: “La prima di Beethoven eseguita da Carlo Grandi è sembrata un pilastro di vita piena ed ha fatto ricordare Toscanini” Ha collaborato con solisti di fama internazionale, come Giuliano Carmignola, Beatrice Antonioni e Bruno Cavallo. E' docente della classe di violino presso la Fondazione Musicale " Città di Gorizia " dove tiene pure il corso di quartetto e musica d'insieme per archi ed uno di esercitazioni orchestrali. Ha tenuto inoltre numerose Master Class in Italia e all'estero e molti tra i suoi allievi sono vincitori di concorsi nazionali ed internazionali. E' regolarmente invitato a far parte di giurie di concorsi musicali internazionali . http://www.carlograndi.com/


“TRIESTE FLUTE”ENSEMBLE”
Fondato nel 2005 dal flautista Giorgio Blasco, il “Trieste Flute”Ensemble costituisce il biglietto da visita della “Trieste Flute” Association. La tradizione delle orchestre di flauti è nata negli Stati Uniti già negli anni ‘trenta, su idea del flautista italiano Leonardo de Lorenzo, considerato universalmente come il fondatore della scuola flautistica americana. Se oggi negli U.S.A. operano “oltre mille” formazioni di questo tipo, in Italia il fenomeno, alquanto recente, è limitato soltanto ad un paio di formazioni analoghe a livello professionale, tra le quali una delle prime è stata appunto il “Trieste Flute” Ensemble.
Per la sua importante attività artistica svolta nel nome di Trieste (tanti concerti, partecipazione a Festival e rassegne musicali, registrazione di CD, manifestazioni benefiche, organizzazione di eventi musicali, conferenze, nonché l’ideazione del “Trieste Flute Day”, etc.), l’Ensemble vanta ormai importanti riconoscimenti da parte di vari enti (tra cui la targa del Presidente del Consiglio Comunale di Trieste), del Conservatorio “Tartini” di Trieste, di importanti riviste specializzate e compositori che hanno voluto dedicare dei loro brani al “Trieste Flute”, il quale li ha quindi proposti in prima esecuzione assoluta.
Articolato in formazioni variabili, a seconda del repertorio e delle circostanze, in occasione del I° “Trieste Flute Day” l’Ensemble” si è presentato al pubblico con un organico composto da ben quaranta flautisti, che, oltre al flauto, suonano pure l’ottavino, il flauto contralto ed il flauto basso.
I componenti l’Ensemble - molti dei quali hanno studiato e si sono diplomati con Giorgio Blasco - sono tutti ottimi flautisti diplomati, professionisti, residenti a Trieste, nel Friuli Venezia Giulia e, in alcuni casi, provenienti anche da altri Paesi (Slovenia, Croazia, Austria, Russia, Messico, Estonia, Slovacchia, …).
Ricordando soltanto l’attività recente, nel 2014 il Vescovo di Trieste, S. E. Mons. Crepaldi, ha invitato l’Ensemble a tenere un concerto celebrativo nella Cattedrale di S. Giusto in occasione della Beatificazione di Papa Paolo VI°. Nel 2015 l’Ensemble è stato invitato dal Centro Buddhista Tibetano Sakya suonare nella ricorrenza dell’80° compleanno del Dalai Lama. Sempre nello stesso anno, nell’ambito della rassegna “Trieste Estate” organizzata dal Comune di Trieste, l’Ensemble, alla presenza di un numerosissimo pubblico che ha registrato il tutto esaurito, è stato l’applaudito protagonista di un concerto tenutosi nel Parco del Museo “Sartorio.
Alla fine del 2015, il “Trieste Flute” Ensemble ha celebrato il X° Anniversario della propria fondazione e della propria prestigiosa attività nell’ambito dell’importante manifestazione intitolata “TRIESTE FLUTE DAY”, giunta ormai alla sua quinta edizione, dove l’Ensemble diretto dal M° Giorgio Blasco ha suonato attorniato da un’orchestra di oltre centocinquanta flautisti provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto, da Slovenia e Croazia. L’ultimo concerto dell’anno è stato sostenuto, su invito del Polo Museale della Regione, nella prestigiosa sala del Castello di Miramare.
“TRIESTE FLUTE” on line: www.triesteflute.it
“TRIESTE FLUTE” ASSOCIATION
ROBERTO SCARPA MEYLOUGAN
Si è diplomato con il massimo dei voti in organo, composizione e canto liturgico prepolifonico al Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia studiando con i maestri Sergio de Pieri e W. van de Pol, e perfezionandosi in seguito in Francia con J. Guillou, M. Chapuis, J.P. Brosse e G. Litaize dove si è diplomato anche in clavicembalo. Dal 1978 svolge un’intensa attività concertistica in tutta Europa e ad oggi conta più di 1000 concerti. Vincitore di due primi premi assoluti "Città di Stresa" nel 1982 e 1983, nel 1985 è stato invitato dal Vaticano a eseguire un concerto d’organo in occasione della prima visita a Venezia di Papa Giovanni Paolo II, e l’anno seguente, sempre per lo stesso Papa, nella Basilica di San Giovanni e Paolo a Roma. La sua tecnica virtuosistica alla pedaliera è stata particolarmente apprezzata da Olivier Messiaen e Karl Richter, e vari compositori gli hanno dedicato opere originali per pedale solo. L’incontro con Messiaen è avvenuto in occasione del concerto per la notte di Natale che Scarpa Meylougan ha tenuto nella Cattedrale di Notre Dame in Parigi. Come compositore e clavicembalista ha partecipato alla stagione concertistica “Serie Rubino” 1989/90 del Conservatorio "G. Verdi", presentando il "Concerto in sol" per violoncello e orchestra in collaborazione con il violoncellista compositore Marco Ravasio. Dal 1988 al 1989 ha insegnato organo e composizione organistica al Conservatorio "Pierluigi da Palestrina" di Cagliari. Grazie ad un corso per microfonisti tenuto dalla Rai di Bolzano nel 1992, ed altre esperienze di formazione, svolge assiduamente e parallelamente all’attività solistica quella di ingegnere del suono, microfonista, direttore di registrazione, editor audio. Con questi ruoli ha al suo attivo più di 150 Compact Disc distribuiti in tutto il mondo. Questa attività l’ha portato a collaborare con molti teatri d’Europa e nomi illustri come: Mahler Chamber Orchestra, London Philarmonia Orchestra, Opera di Nizza, Opera de Sevilla, Regio di Parma, Teatro di Torino, Claudio Abbado, Daniela Dessì, Viekoslav Sutej, Sir Roger Norringthon, Thomas Sanderling, Roberto Paternostro, Marcello Panni, Stefan Malzew, Adriano Martinolli, Fabio Armiliato, Carlo Guelfi, Andrea Griminelli, Albrecht Mayer, Oliver Kern etc. Nel 1998, con il disco realizzato con il Direttore Thomas Sanderling e la St. Petersburg Philarmonic, ha vinto il Cannes Classical Awards. E’ stato l’artefice del recupero, ricollocamento e restauro dell’organo Tamburini della Basilica di San Marco di Venezia presso la Chiesa di Santa Rita in Mestre, lavoro durato diversi anni. Moltissime le sue collaborazioni con enti televisive quali la RAI, 1° e 2° canale, la Televisione Nazionale Svizzera ed altre 35 emittenti di vari paesi europei per le quali ha composto e realizzato musica originale, trascrizioni e arrangiamenti. Ha composto le musiche per i documentari “Angkor, la giungla di pietra” e "Le città murate del Veneto" andati in onda sulle reti nazionali e regionali italiane. Con “Le città murate del Veneto”, nel 1993, ha vinto il primo premio "Città di Torino". Roberto Scarpa Meylougan spazia anche nella musica leggera lavorando come compositore e arrangiatore per vari gruppi e personalità, quali: Rick Wakemann, Francesco Renga, Andrea Braido, Marco Ponchiroli, Antonio Maiello, Stefano Caprioli, Guido Toffoletti, Evol e molti altri. Nel 2006-2007 è stato direttore del coro Cantori Veneziani, con i quali ha realizzato concerti al Teatro La Fenice di Venezia e al Teatro Malibran di Venezia. Nel 2009 è stato invitato a tenere un prestigioso concerto d’organo alla Methuen Memorial Music Hall, Boston USA che ha avuto grande successo. Dal 2013 si occupa del progetto patrocinato dall’UNESCO e finanziato da diversi enti per il campionamento degli organi più prestigiosi del nostro paese, che ha come obiettivo la creazione di una biblioteca sonora multimediale. Attualmente insegna Tecnologie e tecniche del montaggio e della postproduzione audio e audio per video al Conservatorio “Pollini” di Padova.




ADA GENTILE
GIORGIO BLASCO
Giorgio Blasco, noto flautista e musicista nato a Trieste, ha studiato pure Composizione e Lettere e Filosofia. Erede di una grande tradizione e civiltà musicale, tra i suoi Maestri al Conservatorio di Trieste ricordiamo innanzitutto Guido Novello (I° Flauto solista dell’Orchestra del Teatro “la Fenice” di Venezia), quindi il violoncellista Libero Lana del “Trio di Trieste” (Musica da Camera), il clarinettista Giorgio Brezigar (Musica d’insieme per fiati), Giulio Viozzi (Composizione), Vito Levi (Storia della Musica), Mario Bugamelli (Lettura della partitura) e Giuseppe Radole (Armonia e Cultura Musicale generale). Dopo un inizio orchestrale, Giorgio Blasco ha suonato e continua a suonare con grande successo come solista, con orchestra ed in varie formazioni cameristiche nelle maggiori città italiane, in Europa, Asia (Giappone, Mongolia, Cina, Corea) ed America (U.S.A. e Canada), spesso eseguendo musiche a lui dedicate da vari compositori.
ROBERTO MOLINELLI
Fondato nel 2005 dal flautista Giorgio Blasco, il “Trieste Flute”Ensemble costituisce il biglietto da visita della “Trieste Flute” Association. La tradizione delle orchestre di flauti è nata negli Stati Uniti già negli anni ‘trenta, su idea del flautista italiano Leonardo de Lorenzo, considerato universalmente come il fondatore della scuola flautistica americana. Se oggi negli U.S.A. operano “oltre mille” formazioni di questo tipo, in Italia il fenomeno, alquanto recente, è limitato soltanto ad un paio di formazioni analoghe a livello professionale, tra le quali una delle prime è stata appunto il “Trieste Flute” Ensemble.
Per la sua importante attività artistica svolta nel nome di Trieste (tanti concerti, partecipazione a Festival e rassegne musicali, registrazione di CD, manifestazioni benefiche, organizzazione di eventi musicali, conferenze, nonché l’ideazione del “Trieste Flute Day”, etc.), l’Ensemble vanta ormai importanti riconoscimenti da parte di vari enti (tra cui la targa del Presidente del Consiglio Comunale di Trieste), del Conservatorio “Tartini” di Trieste, di importanti riviste specializzate e compositori che hanno voluto dedicare dei loro brani al “Trieste Flute”, il quale li ha quindi proposti in prima esecuzione assoluta.
Articolato in formazioni variabili, a seconda del repertorio e delle circostanze, in occasione del I° “Trieste Flute Day” l’Ensemble” si è presentato al pubblico con un organico composto da ben quaranta flautisti, che, oltre al flauto, suonano pure l’ottavino, il flauto contralto ed il flauto basso.
I componenti l’Ensemble - molti dei quali hanno studiato e si sono diplomati con Giorgio Blasco - sono tutti ottimi flautisti diplomati, professionisti, residenti a Trieste, nel Friuli Venezia Giulia e, in alcuni casi, provenienti anche da altri Paesi (Slovenia, Croazia, Austria, Russia, Messico, Estonia, Slovacchia, …).
Ricordando soltanto l’attività recente, nel 2014 il Vescovo di Trieste, S. E. Mons. Crepaldi, ha invitato l’Ensemble a tenere un concerto celebrativo nella Cattedrale di S. Giusto in occasione della Beatificazione di Papa Paolo VI°. Nel 2015 l’Ensemble è stato invitato dal Centro Buddhista Tibetano Sakya suonare nella ricorrenza dell’80° compleanno del Dalai Lama. Sempre nello stesso anno, nell’ambito della rassegna “Trieste Estate” organizzata dal Comune di Trieste, l’Ensemble, alla presenza di un numerosissimo pubblico che ha registrato il tutto esaurito, è stato l’applaudito protagonista di un concerto tenutosi nel Parco del Museo “Sartorio.
Alla fine del 2015, il “Trieste Flute” Ensemble ha celebrato il X° Anniversario della propria fondazione e della propria prestigiosa attività nell’ambito dell’importante manifestazione intitolata “TRIESTE FLUTE DAY”, giunta ormai alla sua quinta edizione, dove l’Ensemble diretto dal M° Giorgio Blasco ha suonato attorniato da un’orchestra di oltre centocinquanta flautisti provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto, da Slovenia e Croazia. L’ultimo concerto dell’anno è stato sostenuto, su invito del Polo Museale della Regione, nella prestigiosa sala del Castello di Miramare.
“TRIESTE FLUTE” on line: www.triesteflute.it
“TRIESTE FLUTE” ASSOCIATION
GIORGIO COSLOVICH
LUCA BIANCHEDI
Luca Bianchedi, nato a Parma nel 1951, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova, Luca Bianchedi ha approfondito i suoi studi e praticato a Milano, Parigi e Copenhagen dove attualmente risiede. Autore di vari articoli scientifici – con particolare riguardo alla storia della Medicina - e di un manuale di medicina integrata (”Handbook of Medicine and Complementary Treatments”, Green Canopy, 2000), in questi ultimi quindici anni si è cimentato con la scrittura creativa pubblicando poesie, racconti e romanzi. Ha vinto tra gli altri il primo premio "Filippo Ivaldi" 2002, il primo premio "Cosseria Mysteriosa" 2002, il primo premio ”Antonianum” 2003, il primo premio ”Cimitile” 2004, il primo premio “Ignazio Silone” 2005, il primo premio ex-equo Poesia in Notes 2006, il primo premio “San Domenichino” 2008 (poeti della comunità europea), e arrivando secondo al premio "Yorick-Howard" 2002, al premio internazionale "Cuore di Tenebra" 2002, al “Cosseria Mysteriosa” edizioni 2003 e 2004, al premio “La Terra dei racconti” 2005, al premio “Città di Arona” 2007 per la sezione “Medici nel mondo”, e al premio Italia Mia 2009.

Racconti pubblicati: “Il posto degli aironi”, Montedit 2002, “Gotico padano”, Edizioni Clandestine 2002, “Serenissima”, Editrice Esperienze, 2003, “Buon compleanno”, Edizioni Eupalino srl, 2003. Edizione fuori commercio.
“Nebbia”, Comune di Cosseria, 2002. Edizione fuori commercio. “Un brav’uomo”, Comune di Cosseria, 2003. Edizione fuori commercio. “Un uomo di cuore”, Comune di Cosseria, 2005. Edizione fuori commercio.
Romanzi pubblicati in lingua italiana:
“Gli accordi del dolore”, Alfredo Guida Editore, 2004, “Ebbra di luna”, Nicolodi Editore, “Un destino africano”, casa editrice “PAGINE”, 2010, "Cara Miriam", casa editrice Ibiskos.
Romanzi pubblicati in lingua danese: "Lægekunst i Middelalderen", Syddansk Universitets Forlag. Ha messo in musica e interpretato poesie di sua creazione ed altre di poeti francesi. Alcune di queste sono state pubblicate nel CD “ Brûlé par l'amour du beau”, dove la voce di Luca viene accompagnata da Knud Arne Júrgensen al piano e Giorgio Loiacono a chitarra e tastiere.
Dalle note di copertina: “Questo CD vuol essere un piccolo omaggio a chi, nonostante le distanze di spazio non meno che di tempo, ha continuato a condividere con me i suoi sogni, ispirandomi con la sua calda e leale amicizia: da essa scaturisce il mio canto, e in essa rifluisce ”. Fin da giovanissimo si é dedicato alla composizione di canzoni, la piú recente, Kabuki run amok, si puó sentire qua. Oppure in questo video
LO “STUDIO LUTTAZZI”
Aperto al pubblico dall’aprile 2015 lo "Studio Luttazzi", percorso espositivo permanente dedicato dalla Biblioteca Statale Stelio Crise al Maestro Lelio Luttazzi, è stato creato grazie alla donazione, fortemente voluta dalla moglie Rossana Moretti Luttazzi e dalla Fondazione Lelio Luttazzi, del patrimonio documentario che testimonia la vita e l’attività del grande musicista e uomo di spettacolo, nato a Trieste nel 1923. La Biblioteca conserva nel Fondo Lelio Luttazzi manoscritti del Maestro di canzoni e di colonne sonore di film, partiture, corrispondenza, dischi, filmati, rassegna stampa, fotografie e oggetti personali, tra cui figurano anche i numerosi riconoscimenti ricevuti. Il Fondo Lelio Luttazzi contempla anche la biblioteca personale del Maestro e la vasta collezione di manifesti e locandine originali di film nei quali Luttazzi interpretò un ruolo o scrisse la colonna sonora, oltre ad una selezione di rotocalchi degli anni ’50 - ’70 che raccolgono perlopiù recensioni, articoli di attualità sul Maestro e interviste, dono di Cesare Bastelli. La visita è adatta a piccoli gruppi di persone. L’ingresso è libero, negli stessi orari di apertura della Biblioteca.
Lelio Luttazzi musicista di Jazz
L’opera di composizione del maestro Lelio Luttazzi, per quanto, nominandolo, non si possa non pensare immediatamente a lui come a un compositore, è in realtà poco conosciuta dal pubblico. Di lui si conosce un certo numero di canzoni famose (Il Giovanotto matto, Vecchia America, Souvenir d’Italie, Una zebra a pois, El can de Trieste, ecc.) ma il grosso della produzione (più di 700 brani depositati presso la Siae) è nota solo a pochi appassionati. Nonostante spesso si definisse un “dilettante”, era in realtà un autore di talento e si destreggiava perfettamente tra le armonie e le melodie. La scuola da cui nasce è quella dei musicisti di colore di New Orleans, primo tra tutti l’amato Louis Armstrong ma anche Fletcher Henderson e Duke Ellington. Poi i compositori americani: Jerom Kern, George Gershwin e soprattutto Cole Porter. Luttazzi si innamorò fin dalla adolescenza della produzione americana legata ai musical e spesso si sentono gli influssi di questo amore in molte sue canzoni. Quando giunse a Milano da Trieste, nel 1948, per partecipare col concittadino Ferruccio Ricordi -in arte Teddy Reno- all'avventura della fondazione della Casa discografica Cgd, scoprì un pianista che divenne il suo preferito: Errol Garner, più anziano di lui di due anni e dotato di una tecnica straordinaria e di un grandissimo senso del ritmo e del tempo, pur senza saper leggere la musica. Senza voler fare paragoni, anche Garner, come Lelio, era dotato di una memoria e di un orecchio straordinari. Al piano Luttazzi aveva grandi doti di improvvisatore ed uno stile elegante e personale dal quale emergeva di tanto in tanto la lezione di Garner. Per la critica di allora Luttazzi però non era un jazzista puro. Egli trascurava la versione moderna di quel linguaggio: il suo jazz era il ragtime, era il dixieland, era lo swing. La sua esperienza si legò, nei primi anni ’50, al maestro e amico Gorni Kramer, virtuoso della fisarmonica, che già nel 1933, ventenne, aveva iniziato a suonare il jazz americano, allora proibito dal regime fascista. Da Kramer apprese molto sulla scrittura jazzistica della canzone ma poi tanti altri furono i suoi compagni di strada, come Franco Cerri, Armando Trovajoli, Gianni Ferrio, tutti in un qualche modo debitori nei confronti della lezione che veniva dalle canzoni dal sapore americano di un altro importante personaggio, quel Pippo Barzizza che, tra gli anni ’30 e ’40, lanciò in Italia lo swing ballabile. Lelio Luttazzi amava quel jazz ma non solo. Quando doveva lanciare un prodotto che fosse anche commerciale, la sua fonte di ispirazione era comunque la musica leggera dalla quale sapeva trarre una via più profonda, mai banale, che generava piccoli capolavori purtroppo o mai incisi o poco o per nulla conosciuti. In ogni caso era un compositore in grado di eccellere nei grandi respiri delle partiture orchestrali (fu il primo direttore dell’orchestra ritmo sinfonica della Rai di Torino) e in quelli più brevi del mondo delle canzoni. Luttazzi non promuoveva il proprio lavoro: modesto di indole non aveva una gran fiducia in ciò che scriveva, viveva con distacco il mondo dello star business, pur essendo certamente una star. Il suo carattere remissivo, poco incline a spintonare per farsi largo, fa sì che scrivesse bellissime canzoni (ad esempio quelle per Mina in Studio Uno) senza che esse trovassero mai spazio su disco. Quando, lasciata la CGD di Teddy Reno, approdò a Roma, oltre a dirigere le orchestre della Rai e a comporre musiche di commento per i film, trovò il modo di frequentare il Jazz Club e, con un gruppo di quei eccellenti professionisti, nel 1961 incise un long-playing dal significativo titolo “Trent’anni di Swing”.


CATHERINE PLUYGERS
Catherine Pluygers nasce a Colchester (UK). Studia oboe al Royal College of Music e presso il Banff Centre di Belle Arti, Canada. Ha un Bachelor of Music (Honours) e un master presso l'Università di Londra ed altri riconoscimenti ancora.
Ha iniziato come insegnante e orchestrale per la BBC, per il Sadler Wells Royal Ballet. E poi ha proseguito la carriera come solista, insegnante e promoter di concerti e compositrice. Come solista ha girato ampiamente in Gran Bretagna, con un interesse particolare per la musica per oboe e organo, musica contemporanea e musica improvvisata: la Sonata No. 2 per oboe e pianoforte di Ruth Gipps è stata scritta per lei.
Nel 1985 ha formato la New Wind Symphony Orchestra e New Wind Summer School. Si è esibita, oltrre che in Uk, anche in Danimarca, Stati Uniti, Hong Kong, Spagna e Siria. Lei sta attualmente promuovendo “Music for Oboe Solo del “Women Composers”, ed è spesso in tour all'estero (Stati Uniti, Hong Kong e India).
Nel 1998 ha dato il via a Londra al “London New Wind Festival”, giunto nel 2015 alla sua 18ma edizione. Una rassegna ideata per promuovere la musica contemporanea scritta appositamente da compositori di tutto il mondo per ensemble di strumenti a fiato.


Axel BOCH

Axel BOCH, compositore, direttore d'orchestra e arrangiatore, concertista di chitarra classica. Ha studiato pianoforte e lettura della partitura con Mario Bugamelli e composizione con Giulio Viozzi. Si è diplomato in chitarra classica al Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia, sotto la guida di Angelo Amato, perfezionandosi poi con Alirio Diaz. Si è esibito sia come interprete che come autore in moltissimi Paesi per importanti società concertistiche, sia come solista, sia in diverse combinazioni concertistico-orchestrali. Ha pubblicato diversi lavori con la casa editrice "Pizzicato". Il suo curriculum e il repertorio spaziano dalla musica antica per vihuela e liuto, al jazz ed alla musica contemporanea. Dal 1996 insegna chitarra al Collegio del Mondo Unito di Duino (Ts) e è professore di Educazione musicale in ambito scolastico. Il Maestro Boch ha una propria orchestra con la quale propone concerti sia di musica classica che di altri stili e generi: nella sua ecletticità può essere definito un musicista completo.



CLARA SPETTI
Clara Spetti, soprano inizia a coltivare gli studi di canto lirico con C. Semeraro, perfezionandosi poi con G. Paulizza, L. Antonaz, P. Vaccari, S. Mingardo, R. Invernizzi, E. Kirkby, L. Serafini. Ha collaborato con numerose formazioni tra cui il Coro Giovanile Città di Trieste, l’Opera Giocosa del FVG e la Corale Nuovo Accordo di Trieste. Dal 2008 è corista della Cappella Civica del Comune di Trieste, già diretta da M. Sofianopulo. Si dedica al repertorio a voce sola sacro e cameristico, dal barocco al contemporaneo, proponendo programmi diversificati per tema e periodo storico, promuovendone anche la divulgazione tramite iniziative didattiche rivolte alla scuola superiore.
FRANCESCO BERNASCONI
BORA FLUTE QUARTET
Costituitosi nel 2011, il quartetto di flauti BORA è un ensemble formato da quattro flautisti (Petra Marega, Claudia Martorel, Edoardo Milani, Carlo Venier) di diversa estrazione musicale. Tale assortimento influisce sul repertorio scelto che non si pone limiti se non quello della coerenza e della qualità nei programmi proposti. In questi primi quattro anni di attività il quartetto si è esibito in prestigiosi contesti locali ottenendo ottimi apprezzamenti da pubblico e critica. In progetto a breve la registrazione di un cd. Il nome “Bora” ha vari riferimenti: le quattro lettere, come i quattro componenti, il vento di bora che è caratteristico della città di provenienza dei musicisti e che si ricollega alla colonna d’aria dalla quale si genera il suono del flauto.
RICCARDO GAMBIGLIANI ZOCCOLI
Riccardo GAMBIGLIANI ZOCCOLI, palermitano di nascita, si diploma in contrabbasso al Conservatorio di Genova, continuando la già avviata attività musicale con varie orchestre sinfoniche e lirico-sinfoniche (RAI di Torino, Teatro Comunale dell' Opera di Genova, RTSI di Lugano, Teatro alla Scala, Orchestra Sinfonica di Sanremo, etc.). Precedentemente, anche la collaborazione con il "Laboratorio Lirico Sperimentale" di Alessandria sotto la guida del Maestro A. Mueller, con l' "Orchestra da Camera di Genova" e l' orchestra "Giovani Strumentisti del Monferrato", nonché con la compagnia di operette "Carignano" di Genova e l'orchestra "I Cameristi. Nel 1987 si specializza alla "Scuola di Alto Perfezionamento" di Saluzzo (To) in contrabbasso, sia come solista che in orchestra, docenti Franco Petracchi, Raimondo Matacena, Enzo Ferraris, e segue i corsi di "Fenomenologia della Musica" e Direzione d' Orchestra tenuti da Celibidache, che gli consigliera' di seguirlo a Monaco, a Mainz ed in Austria per apprendere l' arte della bacchetta. Riccardo Gambigliani Zoccoli seguira' in effetti Celibidache negli anni successivi divenendo cosi' direttore d'orchestra. Dirigera' in seguito a Genova l' orchestra da camera "Il Tempietto" da lui fondata, l' orchestra della Scuola di Musica "Risveglio", ed il locale Coro della "Chiesa Evangelica Battista", mentre a Trieste collaborera' come direttore all'associazione "Serenade Ensemble", dirigendo tra l' altro in prima assoluta per la citta' la rielaborazione del "Konzertstueck op. 86" per quattro corni solisti e orchestra durante un concerto nel dicembre 2006, reperibile in DVD. A Trieste ed in regione Gambigliani Zoccoli ha collaborato come solista, come orchestrale, e come direttore: l' "Opera Giocosa", "Aurora Ensemble", "Progetto Musica", "Agimus", "Scuola di Musica di Gorizia", "Nuova Orchestra Busoni", "Associazione R. Lipizer", "Filarmonica di Monfalcone", "Civica Orchestra G. Verdi Citta' di Trieste","Cappella Tergestina", "Serenade Ensemble", "Camelos", nonché ' con il Teatro “Verdi". Dal 2001 suona in duo con la pianista Maura Soro con un repertorio da Mozart a Piazzolla. E' altresi' direttore dell' orchestra "Sicut in Caelo", da lui fondata nel 2008, con attivita' presso diversi luoghi di culto. Dal 2014 e' docente all' Universita' della Terza.


...AND THEN THEY WERE THREE: GIAMMETTI, GENESIS & DUSK
Mario Giammetti è nato a Napoli nel 1959. Ha esordito come autore del voluminoso “Genesis Story”, pubblicato dalla Gammalibri di Milano nel 1988. Nello stesso anno ha iniziato a collaborare con Ciao 2001, per il quale ha scritto centinaia di recensioni, saggi e interviste in maniera continuativa, fino alla cessazione delle pubblicazioni del glorioso settimanale romano, avvenuta nei primi mesi del 1994. Dal 1994 al 2010 ha, inoltre, scritto ininterrottamente su Rockstar e, a partire dal 1999 e fino al 2013, è stato anche firma fissa di un altro prestigioso mensile italiano, Jam. La sua attività giornalistica conta migliaia di articoli pubblicati anche su altre testate nazionali (come Music, Free, New Age & New Sounds, Freequency, Guitar Club, Drum Club, Rockerilla, fino a Classic Rock Lifestyle e Classix, ai quali collabora tuttora) ed internazionali (l’inglese Rock Society). Ha scritto 9 delle 100 schede che compongono il libro “100 dischi ideali per capire la Nuova Canzone Italiana”, a cura di Mauro Ronconi, pubblicato da Editori Riuniti nel 2002. Ha scritto note di copertina per dischi di Steve Hackett (il cofanetto quadruplo “Live Archive 70’s 80’s 90’s” del 2001 e “Live Rails” del 2010), Anthony Phillips (“The Meadows Of Englewood – XXV Anniversary Edition” del 2013), Le Orme (la versione doppia internazionale di “Felona e Sorona”, italiana e inglese, pubblicata nel 2011) e Mike & The Mechanics (la deluxe edition di “Living Years” del 2014).
Giammetti si è, tuttavia, particolarmente specializzato nel mondo Genesis. Dal punto di vista professionale ha, infatti, pubblicato numerosi altri libri dedicati alla band o a membri della stessa: “Genesis Discografia 1968/1993” è uscito per la Kaos Edizioni nel 1994, seguito da “Peter Gabriel – Il Trasformista” (Arcana Editrice 1999) e “Genesis – Il Fiume del Costante Cambiamento”, un tomo di 480 pagine pubblicato da Editori Riuniti nel 2004 e ristampato già nel 2005, finalista al premio “Il suono dell’inchiostro” e per questo premiato al MEI di Faenza nel novembre 2004. Nel 2010 ha pubblicato per Arcana “Musical Box – Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z”, libro ancor più consistente del precedente (oltre 500 pagine, 64 delle quali costituenti un inserto con fotografie a colori), dove ciascuna canzone dei Genesis viene analizzata con un dettaglio senza precedenti. “Genesis – Gli anni prog” è invece un elegante volume pubblicato da Giunti nel 2013 (seconda edizione del 2015), unico al mondo per la sua impostazione, avendo Giammetti ascoltato tutti i dischi della band inglese dal 1969 al 1974 con i diretti protagonisti, i quali hanno commentato canzone per canzone tracciando un ritratto inedito della complessa arte genesisiana.

A partire dal 2005, in collaborazione con un coraggioso editore friulano, Edizioni Segno, Giammetti (qui nella foto a sinistra) ha ideato un progetto che non ha eguali sul globo: un libro per ciascun membro dei Genesis, in modo da avere, alla fine, una sorta di enciclopedia sulla band britannica (vedi bibliografia). Il piano dell’opera, denominata “Genesis Files”, prevede un totale di sette volumi, quante sono le lettere che formano la parola “Genesis”. Ogni volume porta sul frontalino una lettera presa dal logo utilizzato nell’album “Duke”, con l’intenzione di comporre l’intero nome Genesis una volta riposti tutti i volumi in libreria (l’ultimo volume, dedicato a Peter Gabriel, è atteso a marzo).
Oltre ad avere ideato e prodotto il primo tributo al mondo dedicato ai Genesis, un lussuoso doppio album pubblicato dalla Mellow Records nel 1995 col titolo “The River Of Constant Change”, nel 1991 Giammetti ha fondato Dusk, la Genesis fanzine che, da allora, pubblica regolarmente con cadenza tri-quadrimestrale. Proprio per la formazione giornalistica del suo creatore, Dusk non è mai scaduta nell’agiografia pura, preferendo un approccio critico nei confronti della band e di tutti i musicisti che ne hanno fatto parte, a loro volta titolari di importanti carriere solistiche. Inizialmente fotocopiata, Dusk è passata alla stampa tipografica nel 1993, con copertina a colori dal 1996. Consta di 68 pagine nel formato A/5, leggermente espanso a partire dall’anno 2007. Dal 2008 la rivista, il cui ultimo numero pubblicato ad oggi è il n. 81, contiene anche 16 pagine interne a colori. Dopo il progressivo passaggio alla rete informatica delle altre fanzine europee dedicate ai Genesis, Dusk (presente comunque anche in rete www.dusk.it ) è dal 2002 l’unica rivista stampata al mondo dedicata alla band britannica ancora in vita. Dal 2007 Dusk è una rivista registrata al tribunale, di cui Giammetti (giornalista pubblicista iscritto all’ordine dal 1993) è direttore responsabile. Bibliografia Mario Giammetti Genesis Story Gammalibri, Milano, 1988- Genesis - Discografia 1968/1993 Kaos Edizioni, Milano, 1994 - Peter Gabriel – Il trasformista Arcana, Padova, 1999 - Genesis - Il fiume del costante cambiamento Editori Riuniti, Roma, 2004, (ristampato nel 2005) - Phil Collins – The Singing Drummer. (Genesis Files Vol. 1) Edizioni Segno, Tavagnacco, 2005 Steve Hackett – The Defector (Genesis Files Vol. 2) Edizioni Segno, Tavagnacco, 2005 Tony Banks – Man Of Spells (Genesis Files Vol. 3) Edizioni Segno, Tavagnacco, 2006 Anthony Phillips – The Exile (Genesis Files Vol. 4) Edizioni Segno, Tavagnacco, 2008 Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z Arcana, Roma, 2010 Mike Rutherford – Silent Runner (Genesis Files Vol. 5) Edizioni Segno, Tavagnacco, 2011 Genesis – Gli anni prog Edizioni Giunti, Firenze, 2013 (seconda edizione del 2015) Ray Wilson – Gypsy (Genesis Files Vol. 6) Edizioni Segno, Tavagnacco, 2014. Nel 2015, grazie alle testimonianze raccolte da Giammetti riguardo a un leggendario concerto dei Genesis a Feltre, è stato raggiunto un molteplice risultato: da un lato sono iniziate ad affluire a Giammetti ulteriori testimonianze riguardo a quella performance, seguita da appena un centinaio di fan. Dall'altro, è spuntata una registrazione molto grezza, ma storicamente importante, di quel concerto, concretizzata in un cd, "Fall back on Feltre". E inoltre le testimonianze sono servite anche a scrivere un capitolo importante del libro "Genesis – Gli anni prog". Infine, a Trieste, nel'ambito della rassegna musical-teatrale "Ti racconto il Rock", è stata ricreata l'atmosfera di quel lontano evento, grazie ai ricordi di un triestino che assieme ad altri amici riuscì ad assistervi nonostante le peripezie affrontate, come ricostruito nel video Youtube qui di seguito.
CARLO GRANDI
Cresciuto in una famiglia triestina di musicisti, ha iniziato lo studio del violino con il padre Rodolfo, già allievo di Georg Kulenkampff. Si è diplomato al Conservatorio B. Marcello di Venezia sotto la guida di Giuliano Carmignola. Premiato fin da giovanissimo in numerose rassegne e concorsi violinistici come la “Rassegna Nazionale di Vittorio Veneto" e il Concorso Internazionale per giovani violinisti di Gorizia, ha inoltre conseguito il Primo Premio Assoluto al Concorso Nazionale “Città di Genova” per la musica da camera. Dopo aver seguito i corsi di Franco Gulli , e di Michael Frischenschlager presso la Musilhochschule di Vienna, ha frequentato il Corso Superiore di Direzione d’Orchestra tenuto da Francesco Mander. Da alcuni anni alterna quindi l’attività violinistica a quella di direttore d’orchestra. In qualità di direttore Carlo Grandi si è esibito in Italia, Austria, Ungheria e Russia dove il critico musicale di un importante quotidiano di S.Pietroburgo si è così' espresso: “La prima di Beethoven eseguita da Carlo Grandi è sembrata un pilastro di vita piena ed ha fatto ricordare Toscanini” Ha collaborato con solisti di fama internazionale, come Giuliano Carmignola, Beatrice Antonioni e Bruno Cavallo. E' docente della classe di violino presso la Fondazione Musicale " Città di Gorizia " dove tiene pure il corso di quartetto e musica d'insieme per archi ed uno di esercitazioni orchestrali. Ha tenuto inoltre numerose Master Class in Italia e all'estero e molti tra i suoi allievi sono vincitori di concorsi nazionali ed internazionali. E' regolarmente invitato a far parte di giurie di concorsi musicali internazionali . http://www.carlograndi.com/


Fondato nel 2005 dal flautista Giorgio Blasco, il “Trieste Flute”Ensemble costituisce il biglietto da visita della “Trieste Flute” Association. La tradizione delle orchestre di flauti è nata negli Stati Uniti già negli anni ‘trenta, su idea del flautista italiano Leonardo de Lorenzo, considerato universalmente come il fondatore della scuola flautistica americana. Se oggi negli U.S.A. operano “oltre mille” formazioni di questo tipo, in Italia il fenomeno, alquanto recente, è limitato soltanto ad un paio di formazioni analoghe a livello professionale, tra le quali una delle prime è stata appunto il “Trieste Flute” Ensemble.
Per la sua importante attività artistica svolta nel nome di Trieste (tanti concerti, partecipazione a Festival e rassegne musicali, registrazione di CD, manifestazioni benefiche, organizzazione di eventi musicali, conferenze, nonché l’ideazione del “Trieste Flute Day”, etc.), l’Ensemble vanta ormai importanti riconoscimenti da parte di vari enti (tra cui la targa del Presidente del Consiglio Comunale di Trieste), del Conservatorio “Tartini” di Trieste, di importanti riviste specializzate e compositori che hanno voluto dedicare dei loro brani al “Trieste Flute”, il quale li ha quindi proposti in prima esecuzione assoluta.
Articolato in formazioni variabili, a seconda del repertorio e delle circostanze, in occasione del I° “Trieste Flute Day” l’Ensemble” si è presentato al pubblico con un organico composto da ben quaranta flautisti, che, oltre al flauto, suonano pure l’ottavino, il flauto contralto ed il flauto basso.
I componenti l’Ensemble - molti dei quali hanno studiato e si sono diplomati con Giorgio Blasco - sono tutti ottimi flautisti diplomati, professionisti, residenti a Trieste, nel Friuli Venezia Giulia e, in alcuni casi, provenienti anche da altri Paesi (Slovenia, Croazia, Austria, Russia, Messico, Estonia, Slovacchia, …).
Ricordando soltanto l’attività recente, nel 2014 il Vescovo di Trieste, S. E. Mons. Crepaldi, ha invitato l’Ensemble a tenere un concerto celebrativo nella Cattedrale di S. Giusto in occasione della Beatificazione di Papa Paolo VI°. Nel 2015 l’Ensemble è stato invitato dal Centro Buddhista Tibetano Sakya suonare nella ricorrenza dell’80° compleanno del Dalai Lama. Sempre nello stesso anno, nell’ambito della rassegna “Trieste Estate” organizzata dal Comune di Trieste, l’Ensemble, alla presenza di un numerosissimo pubblico che ha registrato il tutto esaurito, è stato l’applaudito protagonista di un concerto tenutosi nel Parco del Museo “Sartorio.
Alla fine del 2015, il “Trieste Flute” Ensemble ha celebrato il X° Anniversario della propria fondazione e della propria prestigiosa attività nell’ambito dell’importante manifestazione intitolata “TRIESTE FLUTE DAY”, giunta ormai alla sua quinta edizione, dove l’Ensemble diretto dal M° Giorgio Blasco ha suonato attorniato da un’orchestra di oltre centocinquanta flautisti provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto, da Slovenia e Croazia. L’ultimo concerto dell’anno è stato sostenuto, su invito del Polo Museale della Regione, nella prestigiosa sala del Castello di Miramare.
ROBERTO SCARPA MEYLOUGAN
Si è diplomato con il massimo dei voti in organo, composizione e canto liturgico prepolifonico al Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia studiando con i maestri Sergio de Pieri e W. van de Pol, e perfezionandosi in seguito in Francia con J. Guillou, M. Chapuis, J.P. Brosse e G. Litaize dove si è diplomato anche in clavicembalo. Dal 1978 svolge un’intensa attività concertistica in tutta Europa e ad oggi conta più di 1000 concerti. Vincitore di due primi premi assoluti "Città di Stresa" nel 1982 e 1983, nel 1985 è stato invitato dal Vaticano a eseguire un concerto d’organo in occasione della prima visita a Venezia di Papa Giovanni Paolo II, e l’anno seguente, sempre per lo stesso Papa, nella Basilica di San Giovanni e Paolo a Roma. La sua tecnica virtuosistica alla pedaliera è stata particolarmente apprezzata da Olivier Messiaen e Karl Richter, e vari compositori gli hanno dedicato opere originali per pedale solo. L’incontro con Messiaen è avvenuto in occasione del concerto per la notte di Natale che Scarpa Meylougan ha tenuto nella Cattedrale di Notre Dame in Parigi. Come compositore e clavicembalista ha partecipato alla stagione concertistica “Serie Rubino” 1989/90 del Conservatorio "G. Verdi", presentando il "Concerto in sol" per violoncello e orchestra in collaborazione con il violoncellista compositore Marco Ravasio. Dal 1988 al 1989 ha insegnato organo e composizione organistica al Conservatorio "Pierluigi da Palestrina" di Cagliari. Grazie ad un corso per microfonisti tenuto dalla Rai di Bolzano nel 1992, ed altre esperienze di formazione, svolge assiduamente e parallelamente all’attività solistica quella di ingegnere del suono, microfonista, direttore di registrazione, editor audio. Con questi ruoli ha al suo attivo più di 150 Compact Disc distribuiti in tutto il mondo. Questa attività l’ha portato a collaborare con molti teatri d’Europa e nomi illustri come: Mahler Chamber Orchestra, London Philarmonia Orchestra, Opera di Nizza, Opera de Sevilla, Regio di Parma, Teatro di Torino, Claudio Abbado, Daniela Dessì, Viekoslav Sutej, Sir Roger Norringthon, Thomas Sanderling, Roberto Paternostro, Marcello Panni, Stefan Malzew, Adriano Martinolli, Fabio Armiliato, Carlo Guelfi, Andrea Griminelli, Albrecht Mayer, Oliver Kern etc. Nel 1998, con il disco realizzato con il Direttore Thomas Sanderling e la St. Petersburg Philarmonic, ha vinto il Cannes Classical Awards. E’ stato l’artefice del recupero, ricollocamento e restauro dell’organo Tamburini della Basilica di San Marco di Venezia presso la Chiesa di Santa Rita in Mestre, lavoro durato diversi anni. Moltissime le sue collaborazioni con enti televisive quali la RAI, 1° e 2° canale, la Televisione Nazionale Svizzera ed altre 35 emittenti di vari paesi europei per le quali ha composto e realizzato musica originale, trascrizioni e arrangiamenti. Ha composto le musiche per i documentari “Angkor, la giungla di pietra” e "Le città murate del Veneto" andati in onda sulle reti nazionali e regionali italiane. Con “Le città murate del Veneto”, nel 1993, ha vinto il primo premio "Città di Torino". Roberto Scarpa Meylougan spazia anche nella musica leggera lavorando come compositore e arrangiatore per vari gruppi e personalità, quali: Rick Wakemann, Francesco Renga, Andrea Braido, Marco Ponchiroli, Antonio Maiello, Stefano Caprioli, Guido Toffoletti, Evol e molti altri. Nel 2006-2007 è stato direttore del coro Cantori Veneziani, con i quali ha realizzato concerti al Teatro La Fenice di Venezia e al Teatro Malibran di Venezia. Nel 2009 è stato invitato a tenere un prestigioso concerto d’organo alla Methuen Memorial Music Hall, Boston USA che ha avuto grande successo. Dal 2013 si occupa del progetto patrocinato dall’UNESCO e finanziato da diversi enti per il campionamento degli organi più prestigiosi del nostro paese, che ha come obiettivo la creazione di una biblioteca sonora multimediale. Attualmente insegna Tecnologie e tecniche del montaggio e della postproduzione audio e audio per video al Conservatorio “Pollini” di Padova.

Direttore d’orchestra, compositore e violista, Roberto Molinelli è un musicista versatile ed eclettico, accademico “ribelle” ed esploratore di mondi sonori, unanimemente apprezzato da oltre 20 anni in campo nazionale ed internazionale per la sua capacità di creare, comporre e realizzare progetti di ogni genere musicale dal classico, al jazz, al pop, al rock cercando di costruire un dialogo tra generi e stili diversi.
Numerose sono le sue collaborazioni con famosi artisti del mondo del cinema, del teatro e della popular music. Ha intrapreso collaborazioni con Tony Hadley, Francesco De Gregori, Arisa, Serena Autieri, Nada, Gigliola Cinquetti, Amii Stewart, Mahamood, Enrico Montesano, Lady Blackbird,
Luca Barbarossa, Karima, Chiara Civello, Antonella Ruggiero, Lucio Dalla, Enrico Ruggeri, Alexia, Chiara Galiazzo, Mario Lavezzi, Extraliscio, Giò Di Tonno, Mauro Ermanno Giovanardi, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Eddie Daniels, ha composto musiche per Cinema e TV, sua è la sigla dello spot
“Barilla ’99” programmato su TV, radio, cinema, web, per 7 anni consecutivi (1999-2006) in Italia e all’estero.
Ha diretto e arrangiato l'orchestra del Festival di Sanremo in varie edizioni, ottenendo la votazione come miglior arrangiamento della Giuria di Qualità per "Biancaneve" (Mogol-Lavezzi), interpretata da Alexia e Mario Lavezzi, mentre, al Festival di Sanremo 2021, ha ottenuto il 3° posto per gli arrangiamenti "Bianca Luce Nera" e "Medley Rosamunda", scritti per gli Extraliscio, che ha anche diretto in tutte le serate.
Dal 1998 collabora in modo costante con Orchestre nazional ed internazionali. Insegna Viola presso il Conservatorio Statale di Musica “Martini” di Bologna.

GIORGIO COSLOVICH
Giorgio COSLOVICH: è un compositore musicale (parzialmente autodidatta) e giornalista professionista: nel CV la Rai, Il Gazzettino di Venezia Il Piccolo di Trieste, Il Sole 24 Ore, TeleRadioCapodistria, ecc.).
Discende da una famiglia dalle tradizioni musicali: sono nipote dell’editore musicale Stanta (Edizioni Maurri a Firenze), che era socio del noto editore Carl Schmidl.
La sua produzione musicale si è sviluppata prevalentemente nella musica strumentale ma anche attraverso canzoni, e tramite collaborazioni con la Rai ed altri network. Ha fatto parte anche di gruppi “progressive”. La sua musica è stata e viene eseguita in vari eventi on Italia, in UK (Londra), mentre in Argentina il LIPM di Buenos Aires (Laboratorio di Ricerca e produzione musicale) ha processato le sue composizioni e quelle di altri autori dando vita ad un brano sperimentale che, per intenderci, può richiamarsi al “Revolution n. 9” di Lennon nel white Album. Inoltre, grazie a Rai International alcune composizioni sono riecheggiate anche in USA e Canada,
All’ attivo tre CD, prevalentemente con brani per orchestra d’archi e tutti reperibili sulle piattaforme digitali:
“Winter Tales”,: https://soundcloud.com/giorgiocoslovich/cloud “Oz”, che vede la partecipazione quali ospiti in tre brani di John Hackett (fratello di Steve Hackett, Genesis) e David Jackson (ex Van der Graaf Generator),
“Chaos”, le cui composizioni hanno destato la curiosità e l’apprezzamento del Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi: proprio nei mesi in cui riceveva il prestigioso riconoscimento, Giorgio Coslovich concludeva le registrazioni del cd
